Storia

La famiglia Peruzzi, "Quei della Pera", così come sono chiamati da Dante nella Divina Commedia, erano un tempo tra le famiglie di banchieri più ricche della città e svolsero un ruolo centrale nella vita politica ed economica della Firenze tardo medievale.

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All'inizio del XIV secolo fondarono una società destinata al commercio, all'industria e alle operazioni bancarie con filiali nei principali centri economici dell'Europa e del Levante, tra cui Londra, Parigi, Ginevra, Venezia, Costantinopoli e Gerusalemme. I Peruzzi eressero numerosi palazzi e torri attorno ad una piazza irregolare formata dal perimetro meridionale dell'antico anfiteatro della città. La piazza, che prese il loro nome, fungeva da cortile interno al centro del complesso residenziale della famiglia.
Piazza Peruzzi si trova a pochi passi dalla basilica di Santa Croce, dove è ospitata la cappella della famiglia affrescata agli inizi del 1300 da Giotto e dagli artisti della sua bottega, con scene della vita dei santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista.

Il Palazzo Peruzzi (più precisamente “Torre dei Peruzzi”) è stato costruito intorno al 1300 e conserva gran parte del suo aspetto medievale originale, come la muratura in pietra arenaria fiorentina. A metà della facciata sono ancora visibili le mensole che un tempo reggevano una galleria esterna in legno, mentre la finestratura originale dell'edificio viene evocata dalle applicazioni di intonaco e mattoni rossi. Nonostante un clamoroso tracollo economico avvenuto nel 1343, causato in parte dalla mancata restituzione dei prestiti concessi al re Edoardo III d'Inghilterra, la famiglia Peruzzi rimase un'importante forza politica per tutto il Rinascimento e l'epoca moderna.

Il Palazzo è stato in seguito venduto ai Capoquadri di Empoli, il cui stemma è ancora visibile all'esterno dell'edificio, e infine alla famiglia Malenchini che l’ha recentemente restaurato e ristrutturato per ricavarne delle lussuose residenze per soggiorni brevi. Il palazzo figura nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e delle Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale. Sul lato dell'edificio che si affaccia in via de' Rustici, sopra una finestra murata, si trova un bassorilievo quattrocentesco raffigurante San Bartolomeo, donato dal pittore Valerio Valeri e qui collocato dal Comitato per l’estetica cittadina. Lo stato dell'edificio prima di questo intervento è documentato dall'incisione di Antonio Terreni con la Veduta dell'Arco de' Peruzzi (vedi Francesco Fontani, Viaggio pittorico della Toscana, Firenze, Giuseppe Tofani, vol. I, 1801, p. 77).

Il palazzo figura nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e delle Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.